Padre Rosario, un pensiero per le mamme.

Napoli, 4 maggio 2020
Prot. C99/2020

ALLE NOSTRE MAMME DELLA PROVINCIA SICULO-NAPOLETANA.

Desidero in questo tempo di pandemia rivolgermi alle mamme di tutti i Religiosi camilliani della Provincia sullo stesso grido che elevai il 20 settembre 2015 alle mamme della Provincia Benin-Togo.
Carissime mamme,
sono dinanzi al vostro volto segnato dai solchi della vita e guardando ognuno di voi leggo nel vostro sguardo la tenerezza che trasmettete al cuore del proprio figlio. Ho desiderato scrivervi, per il semplice fatto che anche voi, avete scritto la storia della vocazione dei vostri figli, unico dono prezioso del vostro cuore, della vostra vita. Dono che voi avete portato nel grembo e donato per amore alla Chiesa, all’Ordine e alla Provincia.
Voglio fissare i miei occhi nei vostri occhi, mettere il mio cuore accanto al vostro e con cuore semplice da bambino vorrei in questo giorno benedetto, giorno di festa, la “festa della mamma”, accostarmi alla vostra grandezza “perché grandi cose ha fatto per voi l’onnipotente” (cfr. Lc 1,49) e dirvi con ogni parola “possibile” che il dono di voi è pari e forse di più di quello delle stelle che sono in cielo, dei colori della vita che si confondono con i colori della natura, del tramonto e della brezza del mare.
Tutto nell’aria si respira della vostra femminilità di essere madri e la vostra presenza è vita e rende bella ogni cosa toccata dalla vostra tenerezza e dal vostro sorriso.
La vostra bellezza consiste nella vostra gratuità amorevole e senza limiti, senza “ma e perché”. La vostra dolcezza è un faro che illumina il sentiero che nei pericoli della vita guida i passi dei figli al porto sicuro e placa le tristezze e le amarezze dei loro cuori. Siete culla vivente. Siete vita.
La vostra viva presenza suscita la grande forza interiore che occorre oggi per guardare ciò che ci circonda con pazienza. Voi mamme siete maestre autentiche di questa pazienza che solo Dio possiede prima di voi. Nel volgermi grato di tutto cuore alla vostra ricchezza generosa e sempre accessibile, sento forte che sono beati i cuori limpidi come i vostri, che custodiscono la vita come grembo, perennemente caldo e protetto. Con voi accanto ai vostri figli appartenenti all’Ordine Camilliano, ho la viva certezza che ci sarà totale la fiducia di Dio verso l’uomo, anche verso il più infelice. Nessuno più di Dio conosce il vostro valore, visto che lui stesso scelse voi, “la mamma”, per fare storia con l’uomo ed entrare nel tempo e manifestare a tutti la sua esistenza d’amore.
Anche Dio volle una mamma! Uno slancio questo di Dio indispensabile e ripreso continuamente sotto l’aspetto della misericordia, anche quando il figlio sbaglia il vostro amore “tutto sopporta e tutto scusa” (cfr. 1Cor 13,7). Voi mamme, con il vostro cuore aperto all’accoglienza, regalate alla Chiesa, all’Ordine, alla Provincia e ai tutti i Religiosi Camilliani una finestra sulle meraviglie dell’esistenza, su quei delicati fiori che spuntano anche in mezzo alle spine, per annunciare con premura che tutto si può, quando si ama intensamente.
Ci insegnate come ricominciare quando il cammino è tortuoso ed è visitato dalla stanchezza. Quante lacrime sono scese dai vostri occhi quando bussate al cuore di Cristo Gesù per cercare conforto e gioia e gustate invece il silenzio di Dio! Non rassegnatevi: questi passi è Dio stesso che li compie provando compassione per chi è nel bisogno. 
Tracciate col vostro coraggio sentieri di giustizia e di verità, portando nel mondo la misura di quel che non si può misurare. La vostra è, infatti, una chiamata ad amare per tutta la vita. Questa la vostra dignità! Essere “figlie nel figlio” perché avete portato in grembo chi è divenuto ministro di Cristo o Religioso Camilliano. 
Anche quelle mamme che già vedono il volto di Cristo Gesù, continuano ad amare e proteggere il proprio figlio. Ancora oggi non si arrendono, perché sono vive in Colui che ha vinto la morte e gridano « Dov’è o morte la tua vittoria. Dov’è o morte il tuo pungiglione » (1Cor 15,55). A voi il mio grazie, per i vostri figli donati e offerti con amore e gratuità.
Infine, come sono belle le parole di papa Francesco all’Udienza Generale del 7 gennaio 2015: 
« Una società senza madri sarebbe una società disumana, perché le madri sanno testimoniare sempre, anche nei momenti peggiori, la tenerezza, la dedizione, la forza morale. Le madri – ha aggiunto il Papa - trasmettono spesso anche il senso più profondo della pratica religiosa: nelle prime preghiere, nei primi gesti di devozione che un bambino impara, è inscritto il valore della fede nella vita di un essere umano ».
Per questo siete state create e poste come sostegno irriducibile accanto a noi tutti! Voi, sostegno immutabile che ci permette di rinascere, di addormentarci al buio e non temerlo. La vostra tenacia è capace di assolvere questo compito per tutta una vita. Il vostro intuito creativo manda avanti il mondo anche se avvolto di sordità e di mutismo, di pandemia e di cultura della morte.
Auguri a tutte le mamme e a coloro che ispirate a fortificare i propri figli con la qualità della gratuità, animate da ideali di pace e di carità, che seminano in questa Provincia l’amore che non dice mai basta, restituendo quel significato che si fa volto e sorriso. 
Siete creature degne di continue benedizioni per tutto quello che fate e donate senza richiedere nulla in cambio. Teneteci sempre per mano e avremo riparo e un faro sempre acceso per non cadere. Conformatevi a Colei che nel proprio “Sì” portò al perfetto compimento il segno divino della salvezza, a colei che per sempre la “chiameranno beata” (cfr. Lc 1,48), a Maria nostra Madre e Regina.
Con i sentimenti di grande gioia e di sicura speranza, invoco su di voi, la potenza dello Spirito santo perché ci sia una rinnovata Pentecoste e in Cristo vi abbraccio fraternamente e chiedo la vostra benedizione e preghiera.

Auguri mamma.
Il Superiore Provinciale
Padre Rosario MAURIELLO M.I.
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