Messaggio di Padre Rosario Mauriello per il rinnovo della consacrazione religiosa

NULLA È IMPOSSIBILE A DIO

Carissimi confratelli,

La solennità dell’Immacolata Concezione di Maria si inserisce dentro la più ampia visione della storia della salvezza e per noi camilliani è il giorno in cui Camillo volle fondare la «Religione, lasciando ordinato nelle Regole, che tutti digiunassero la Vigilia di detta Festa» e padre Novati Giovanni Battista sottolinea il rapporto esistente tra Maria e le origini dell’Ordine nel giorno dell’Immacolata Concezione.

Celebrare l’Immacolata Concezione vuol dire celebrare la condizione di privilegio di Maria, rispetto al peccato originale. Celebrare questo privilegio vuol dire non tanto parlare di peccato originale, quanto celebrare in Maria le meraviglie di Dio e la sua grande disponibilità ad accettare il progetto di Dio per la sua vita. 

Maria è grande non perché è Immacolata, la sempre vergine, pura e santa, ma perché ha saputo rispondere ‘Sì’ a Dio, senza capire granché, senza comprendere quale sarebbe stato il prosieguo della sua vita. La grandezza di Maria è stata quella di essere stata capace di dire ‘Sì’ a Dio. 

In questo giorno solenne, tutti noi riviviamo lo stupore dello Spirito nel giorno del nostro ‘Sì’ a Dio. Anche in noi, come in Maria vi è un dialogo in cui siamo chiamati a rispondere a Dio, e questa è fede, a dialogare con Dio Padre. C’è dunque una relazione tra Dio Padre e noi suoi figli perché ha stretto un’alleanza, un patto d’amore con noi, perché il dialogo ha bisogna di un interlocutore.

Maria è stata il grande esempio di questo dialogo: una donna che non ha avuto paura, non chiusa in sé stessa, una donna capace di affrontare Dio: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». Maria risponde a Dio: non capisce e quindi gli pone delle domande; accetta, da una parte, quello che è il messaggio, la proposta di Dio, ma, dall’altra, domanda, chiede «Come è possibile questo, Non conosco uomo». Non abbassa il capo perché è stata una donna libera, libera di chiedere a Dio delle spiegazioni su questo disegno, che per Lei era totalmente incomprensibile.

Padri dello Spirito, i padri della Chiesa affermano sempre che le parole della fede, la Parola di Dio, va custodita nel cuore; Maria custodiva nel cuore le parole dell’Angelo perché non capiva a pieno la portata, il significato, il senso autentico di come sarebbe stata realmente poi la sua esistenza e la sua vita. E l’angelo le disse: «Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Maria ritrova suo Figlio non come Re di Israele, ma appeso al legno della croce, la condanna più infamante al tempo dei romani, come bestemmiatore di Dio, nemico e terrorista di Israele. L’eccomi di Maria nei confronti dell’Angelo, diventa un eccomi di sangue e sotto la croce, Maria, ha rinnovato il Suo ‘Sì’, la Sua fede, in questo Dio, per il quale, si ha la chiave di lettura di tutto «Nulla è impossibile». Rinnoviamo con gioia il nostro ‘Sì’ e riviviamo le promesse che il nostro cuore elevava in quel giorno solenne al Cuore di Cristo, perché come in quel giorno, così oggi, «Nulla è impossibile» a Dio.

Nulla è impossibile a Dio, non tanto che Maria sia rimasta incinta per opera dello Spirito Santo, ma perché quando, io, mi affido a Dio, mi abbandono, ho fiducia, ho fede in Dio, anche per me, nulla è impossibile. Quando noi amiamo, quando una persona, per noi è il tutto, per noi nulla è impossibile. 

L’amore diventa la fonte, la radice, il fuoco, la forza che rende tutte le cose possibili, anche le più difficili. Maria è stata grande, perché ha creduto che nulla sia impossibile a Dio. 

Se noi avessimo questa ferma convinzione, saremmo degli strumenti docili nelle mani di Dio, diventeremmo degli ambasciatori, dei testimoni, di questa presenza di Dio nel mondo. 

In questo periodo di pandemia sorgano dal nostro cuore domande che, senza Dio nella nostra vita o rimaniamo annientati, o il sentimento è quello della totale disperazione, del buio più totale, oppure ci abbandoniamo a Dio Padre in cui crediamo, ma soprattutto a un Dio che amiamo dal profondo del cuore. Qui sta la differenza; se io amo Dio, mi abbandono, mi fido, ho fiducia, ho fede in lui e perciò, nonostante quest’aria di morte che mi circonda, io ho una luce nei miei occhi, nel mio sguardo, una prospettiva, una speranza che mi dice che il Covid-19 non può vincere sempre. 

Questo virus pestilente è un momento, quasi una tassa da pagare, nella nostra esistenza, ma non può avere la meglio sulla nostra vita, perché nulla è impossibile a Dio. Ecco dove sta la storia della salvezza: non è la storia del peccato originale, ma è la profonda convinzione che Dio cammina insieme con noi, con la Provincia, con le Comunità, che lui fa la storia, agisce oggi, qui, nella mia vita, è il garante dell’impegno che mi assumo per trasformare me stesso, camminare nella verità, per trasformare il mondo. 

Se questa profonda convinzione vive nel mio cuore, allora divento un grande testimone di Dio e come Maria, saprò dire ‘Sì’ a Dio, ‘Sì’ sempre, ‘Sì’ senza evidenze, ‘Sì’ nonostante le lacrime e la sofferenza che c’è nella mia famiglia, la fatica del vivere quotidiano. Questa diventa una grande speranza che dono a piene mani a tutte le persone che incontro, che insieme con me, vogliono una vita e un mondo migliore di oggi.

A voi tutti miei cari Confratelli, che sia celebrata solennemente questa nostra festa e, riviviamo con immensa gioia, gustando l’odore del giorno in cui il Signore ci ha chiamato per nome e abbiamo risposto senza esitare «Eccomi, Signore, mi hai chiamato». Auguri a tutti noi per un cammino autentico verso la santità sotto lo sguardo materno di Maria nostra Madre e Regina dei Ministri degli Infermi, l’Immacolata Concezione.

Con sentimenti di grande gioia, vi abbraccio fraternamente e chiedo la vostra benedizione e preghiera.

Il Superiore Provinciale

Padre Rosario MAURIELLO M.I.