Messaggio del Superiore Provinciale per la conversione di San Camillo - 2 febbraio 1550

UNA DATA DA CELEBRARE PER BENEDIRE IL SIGNORE


Carissimi confratelli,

La Valle dell’Inferno, importante svincolo della Via Francigena nel tratto che, attraverso un’antica strada, collegava San Giovanni Rotondo e Manfredonia, e tra l’altro luogo in cui avvenne la conversione di san Camillo de Lellis, è oggi un sentiero naturalistico. Per rendere utilizzabile e valorizzare l’antica strada non asfaltata stretta, sconnessa e tortuosa sono stati effettuati lavori che l’hanno resa più bella e soprattutto di facile percorrenza. Il progetto finanziato dall’Ente Parco Nazionale del Gargano, oltre alla messa in sicurezza del sentiero, ha visto la realizzazione di una staccionata, di totem informativi, di picchetti segnavia, di segnali su roccia.

La Valle dell’Inferno, utilizzata anche per lo spostamento periodico dei greggi in cerca di nuovi pascoli, è uno dei percorsi che riassume con particolare evidenza sia gli aspetti naturalistici che quelli storico-religiosi del Gargano. Lungo questa antica strada sconnessa il 2 febbraio del 1575, infatti, è avvenuta la conversione di san Camillo De Lellis, evento che oggi è ricordato dalla grande Croce posta sulla sommità dell’altopiano. Un avvenimento che ha trasformato questa Valle in un luogo di fede che, soprattutto nelle ricorrenze legate al santo, attira tantissimi fedeli.

Eppure, oggi questa “attrazione di fede” è impedita dal contesto storico di pandemia da coronavirus, un contesto che ha coinvolto e coinvolge tutti in una spirale di sofferenza non solo in coloro che sono stati affetti dal virus, ma anche in quelli che soffrono per mancanza di socializzazione causata dalle norme anti-contagio che evitano ogni tipo di assembramento. E proprio per questo, le vittime sono spesso i giovani, che si ritrovano da soli, magari tra le quattro mura domestiche, senza possibilità di confronto o contatto. In tanti, purtroppo, affermano i social media, hanno tentato di togliersi la vita in tutti i modi.

Questa grande Croce che domina la Valle ci richiama non solo al mirabile nostro padre Fondatore che dopo tante traversie ha cambiato il suo destino e ci ha indicato come sollevare dalla sofferenza i derelitti e gli ammalati, ma il compimento della vita che è totalmente orientata a Dio. E l’amore di Dio (la croce) è vita che vince la morte, che la prende sulle spalle in tutte le sue forme (morte fisica, morte morale) e la trafigge, la annienta. Gesù ha fatto proprio ciò che noi fuggiamo e lo ha sconfitto. La resurrezione è la testimonianza di questo evento. Questo luogo, per noi camilliani, possiamo dire che è segno di speranza. Non dimentichiamo che la speranza, oggi, in questo “tempo velenoso” per molti che non credono, potrebbe essere il nuovo nome della fede e, in ogni caso, una speranza vera non è altro che un cammino verso la professione della fede: una fede vissuta nella quotidianità della vita personale e comunitaria. E a tal proposito mi viene in mente la frase di un drammaturgo che dice: “Per quanto possiamo ridere dei miracoli fintanto che siamo sani, forti e godiamo della vita, non appena le cose si mettono male che solo un miracolo potrebbe salvarci, in questo unico straordinario miracolo noi crediamo!”. Così, non è l’uomo di Dio che spera nei miracoli, quanto soprattutto l’uomo senza Dio.

Ma la speranza cristiana vive di altro: dei testimoni della fede, di Religiosi infiammati dalla carità come il Cuore di san Camillo, del semplice impegno quotidiano dei padri e delle madri, che continuano, nonostante il pessimismo serpeggiante, a credere nella vita e che tutto finirà.

Ho accolto con gioia il programma stillato dall’Ufficio Comunicazioni della Provincia che nel giorno della Conversione di san Camillo, Acireale è in festa per le celebrazioni in onore della Madonna della Salute e, tutti noi ammalati nel corpo e nello spirito abbiamo bisogno della salute, ma dobbiamo lasciarci plasmare dallo Spirito santo, che come Camillo caduto da cavallo e prostrato dinanzi alla misericordia di Dio, gridando: “Non più mondo, non più mondo”, così cambiando concretamente vita, progetti e prospettive.

Visto che siamo impediti a recarci alla Valle dell’Inferno come avviene ogni anno, a causa dei Decreti Ministeriali, rinnovo l’invito a tutti i Religiosi, alla Famiglia Camilliana Laica, ai nostri collaboratori laici, a rivivere l’incontro di san Camillo, nostro Padre, con la misericordia di Dio Padre, nelle celebrazioni programmate nelle proprie Comunità, con grande gioia unendoci nello Spirito. Infine,

– ricordo ai Superiori delle Comunità di inviare all’Economo Provinciale, fratel Carlo Mangione, le relazioni dei Bilanci Consuntivi 2020 e Preventivi 2021 e la relazione della Cronaca della Comunità e Composizione della Comunità al Segretario padre Luigi Maglione, in formato Word alla seguente posta elettronica: lmaglion1@virgilio.it

– Pur comprendendo le difficoltà che le Comunità affrontano in questo periodo di sofferenza, invito i Superiori di preventivare nel Bilancio 2021 la voce Promozione vocazionale per affrontare le spese dei nostri Professi. È un segno di comunione di un bene, di povertà comune e di amore verso i nostri giovani, per essere testimonianza di una Provincia attiva, evangelizzatrice e missionaria, che guarda al futuro come segno di speranza e di vita.

Con sentimenti di grande gioia, vi abbraccio fraternamente e chiedo la vostra benedizione e preghiera.


Il Superiore Provinciale
Padre Rosario MAURIELLO M.I.