Messaggio pasquale del superiore provinciale fratel Carlo Mangione alla grande famiglia camilliana del sud Italia

Carissimi confratelli

Carissimi membri della grande famiglia di San Camillo,

celebrare la Pasqua è sempre un motivo di grande gioia e speranza che nasce dalla forza rinnovatrice della Resurrezione di Gesù, nostro Signore e Maestro di vita, come il Vangelo ci annuncia.

A conclusione della visita pastorale in tutte le comunità e realtà camilliane del Sud Italia, desidero esprimere la mia gioia e sento veramente di affermare che il Signore è veramente Risorto. 

Posso attestare che ho visto i semi della resurrezione di Gesù negli ospedali dove siamo impegnati come cappellani, nelle opere nostre, nelle parrocchie e rettorie, nelle opere per i fratelli che nella vita restano indietro, nella gioia dei confratelli impegnati con generosità e passione  nell’ esercizio del  ministero camilliano, nei giovani in discernimento vocazionale e nei tanti laici, operatori sanitari, amministrativi, laici camilliani, volontari e devoti del santo della carità San Camillo nostro padre e amico.

Mi pare che tutte le volte che curiamo e leniamo le sofferenze dei fratelli e sorelle a noi affidati, noi viviamo l’esperienza del mistero pasquale, di sofferenza e risurrezione. 

Nel viverla noi, credo che si trasmetta spontaneamente ai nostri malati questa esperienza di gioia, di grazia e di rinnovamento della vita. Loro ci guardano e si accorgono se il nostro viso è sereno, gioioso, accogliente o è corrucciato, angosciato, triste, distratto, indifferente. 

E si chiedono il perché. Talvolta possono anche pensare che siano loro stessi motivo per noi di fatica e di sofferenza. 

Facciamo in modo che i nostri gesti siano trasparenti, veri, non camuffati o fittizi. I gesti dicono tutto di noi, senza parole rivelano meglio di tutte le parole, quel che sapremmo e potremmo dire per spiegare i nostri sentimenti.

Ci conceda il Signore di saper imparare ogni giorno ad amare ciascuno secondo il suo bisogno.      Ed io per questo desidero ringraziare ciascuno di voi.

GRAZIE per la testimonianza vocazionale che date, dai più giovani ai più anziani.  

GRAZIE per la forza e l’entusiasmo che mettete nel vivere il comandamento dell’ amore, come San Camillo ci suggerisce: “più cuore in quelle mani!”’ 

GRAZIE a voi sorelle consacrate, che incarnate al femminile il carisma della misericordia verso i malati e i sofferenti, ancora una volta, come San Camillo ci propone, “come una madre cura il suo unico figlio”

GRAZIE ai tanti laici collaboratori, che vivono sull’ esempio di Camillo, la loro fede e mettono in pratica il Vangelo.

Gesù, Luce senza tramonto, illumini i nostri occhi, rischiari le pieghe del nostro cuore e della nostra vita  e ci conceda di essere segni e strumenti del suo amore. Possa la nostra vita essere il riflesso della sua luce e presenza consolatrice in ogni momento e per ogni persona.

BUONA PASQUA A CIASCUNO DI VOI  E  - ATTRAVERSO VOI -  A UTTI COLORO CHE OGNI GIORNO INCONTRATE NEL VOSTRO CAMMINO.


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